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Scopri la cuvée n° 5 di Etyssa
03 NOVEMBRE 2020

La storia di Etyssa nasce nel 2009, quando quattro amici, durante i loro studi universitari, hanno iniziato a produrre il loro Spumante Metodo Classico. Con le prime bottiglie prodotte hanno festeggiato le loro lauree e al terzo anno di produzione hanno deciso di dare valore a questo progetto: così nel 2012 viene imbottigliata la prima Cuvée di Etyssa.

 

Etyssa vinifica le uve di uno dei soci, Giovanni, i cui vigneti - di viticoltura biologica - sono tutti situati sui pendii del Monte Calisio (montagna sovrastante la città di Trento). 

 

Ad oggi vengono utilizzati circa 2 ha di vigneti, solo Chardonnay allevato a Guyot o a Pergola; si tratta di vigne dai 10 ai 40 anni di età, ubicate ad una altezza compresa tra i 500 e i 600 m di quota. A seconda delle annate e del sistema di allevamento, vengono prodotti dagli 80 ai 110 q/ha di uva. 

 

In cantina il processo di vinificazione é molto semplice e delicato: pressatura soffice e ottenimento del mosto fiore. Dopo una sedimentazione naturale del mosto durante la notte, lo stesso viene travasato in barrique, tonneau, botti o serbatoi inox, a discrezione di Stefano, l’enologo aziendale. La prima fermentazione viene svolta con l‘ausilio di lieviti selezionati, importanti per ottenere basi spumanti fini, precise ed eleganti. Il vino base vien poi lasciato a contatto con le fecce per circa 7 mesi fino al tiraggio, mentre nel frattempo svolge anche la fermentazione malolattica. In tutto questo periodo vengono limitate il più possibile le solfitazioni, cercando di lasciare al lievito il ruolo di proteggere il vino. 

 

Prima del tiraggio la Cuvée viene composta assemblando le diverse partite con lo scopo di esaltare le caratteristiche dell‘annata. Una volta in bottiglia (senza filtrazione) si svolge la rifermentazione, nelle cantine aziendali, ad una temperatura intorno ai 13 gradi. Dopo almeno 36 mesi di affinamento avviene il remuage e la sboccatura, dosando con una liquer semplice e non invasiva (anche in questo caso limitando al minimo le aggiunte di solforosa). 

 

In tutto il processo si cerca di intervenire il meno possibile, l’intenzione è quella di accompagnare le uve prima e i vini base poi a raggiungere il loro obiettivo: «Ogni anno produciamo un Trento DOC che rappresenta la massima espressione dell'annata, poiché siamo convinti che ciascuna vendemmia abbia qualcosa di speciale da raccontare e con le nostre cuvée tutte millesimate, desideriamo esserne portavoce».