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Chiara Condello - Le Lucciole nasce dalla consapevolezza di Chiara di essere custode di una storia di viticoltura che nelle colline di Predappio è stata scritta e tramandata per centinaia di anni e dal desiderio di dare un’interpretazione un po’ rivoluzionaria a questa terra così unica, generosa e contesa.
Di produrre un vino che esprimesse l’alto potenziale di queste vigne liberandolo da tutto ciò che c’è di superfluo, un Sangiovese che la rispecchiasse e nel quale ritrovare e mettere in pratica le proprie idee.

Chiara Condello ha scelto un fazzoletto di terra ai confini del bosco, al centro della denominazione Predappio, esposto ad est, a 250 metri di altitudine, dove le viti affondano le proprie radici in un suolo povero, di matrice calcareo-argillosa e ricco di rocce tufaceo arenarie di origine pliocenica chiamate Spungone. Qui 3 milioni di anni fa c’era il mare e da qui Chiara è partita per produrre un vino che fosse la lettura di questa unicità.

Ha seguito un percorso semplice: viticoltura biologica, attenzione e rispetto delle piante e del suolo, lavorazioni manuali, fertilizzazioni organiche, diserbi meccanici e trattamenti effettuati solo con un utilizzo molto basso di zolfo e rame.

In cantina il lavoro è governato dal principio di rispetto delle uve e delle tempistiche che il Sangiovese richiede. I tini di fermentazione sono riempiti per gravità e il modo di vinificare privilegia le fonti di diversità ed il rispetto delle uve: fermentazioni spontanee, lunghe macerazioni e in alcuni casi vinificazioni con raspo.
L’affinamento avviene in botti di rovere e tini di acciaio prima di essere completato in bottiglia.

L’etichetta del cru Le Lucciole è disegnata dall’ artista Francesca Ballarini con la quale Chiara collabora per raccontare ogni anno una storia differente, così come sono differenti ed uniche tutte le annate.